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La nostra città offre ancora oggi dei luoghi che la caratterizzano e che appartengono al suo  glorioso passato, una memoria storica della quale, malgrado il degrado e l’abbandono sofferto negli ultimi decenni, possiamo ancora andar fieri di poter conservare. Di fatti la cultura della conservazione e della conoscenza del proprio territorio sono entrambi valori da tramandare con orgoglio ai nostri figli e verso i quali un legame inconfutabile segna la storia della nostra stessa esistenza. Le bellezze paesaggistiche così come i patrimoni naturali che caratterizzano l’area dei monti peloritani in tutta la loro estensione, dalla fascia ionica a quella tirrenica, conservano ancora oggi dei luoghi dove è veramente bello poterci trascorrere almeno una intera giornata, all’aria aperta, finendo quasi sempre col restarne affascinati. 

Alle volte noi stessi sconosciamo l’esistenza di questi angoli di paradiso, spazi dove poter godere in piena libertà della generosità della natura, riappropriandoci di un patrimonio che ci appartiene e che merita sicuramente di essere maggiormente valorizzato.

Immersi in questa estesa vegetazione, a pochi minuti dalla città (alcuni facilmente raggiungibili altri più addentrati e meno frequentati), sorgono i forti umbertini, 14 fortificazioni che la città negli ultimi anni sembra aver riscoperto come luoghi alternativi per incontri educativi, culturali, ricreativi e… culinari.

Alcuni di questi infatti sono stati affidati a delle cooperative sociali che in poco tempo sono riuscite a renderli fruibili ed ospitali, mettendoli a disposizioni di quanti volessero organizzare in questi spazi eventi aggregativi  ed attività sociali. Un servizio lodevole a beneficio dell’intera collettività, svolto con passione e dedizione, nel rispetto dell’ambiente e soprattutto salvaguardando un patrimonio altrimenti abbandonato all’incuria ed alla indifferenza. 

Lo Stretto di Messina ha sempre svolto nella storia un importantissimo ruolo essendo una via di comunicazione marittima per l'Oriente, per questo le sue coste sono state luogo di sviluppo di scambi culturali e commerciali. Questa sua funzione lo ha reso nel passato oggetto di invasioni e di atti di pirateria, quindi un'area d'instabilità. Per far fronte a questa situazione sono stati creati efficaci sistemi di avvistamento, a difesa delle popolazioni, di cui tutt'oggi vi è testimonianza, nonostante i terremoti, le guerre, e l'espansione disordinata dell'edilizia.

vista panoramica dello stretto da forte “Serra la Croce” Curcuraci - Messina

La presenza di fortificazioni è tutt'oggi visibile e costituisce un patrimonio storico degno di una maggiore attenzione. Anche se troppo tardi si comincia a parlare di questi retaggi del passato (resti di imponenti muri o di forti) ed a valorizzarli. Forse potrà rimanere solo nel ricordo della memoria il ruolo dello Stretto di Messina, come luogo di importanti piazze d'armi, posti di frontiera, come tutta la Sicilia e la Calabria, tra il Cristianesimo e l'Islamismo, ma soprattutto come sede di centri commerciali e culturali per la civiltà, che hanno dato natali a tanti uomini e donne illustri che hanno dato il loro contribuito all'unità d'Italia e dell'Europa. Per questo le sponde dello stretto che accomunano la provincia di Reggio e di Messina sono ricche di una storia parallela da riscoprire, conoscere e far conoscere.

 

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